domenica 29 gennaio 2017

Pere al vino

Pere al vino speziate: il frutto dessert elegante e raffinato pronto in pochi passaggi
Pere al vino
Se avete voglia di un delizioso frutto dessert che sappia stupire i vostri ospiti alla fine di una cena importante, vi consiglio assolutamente questa delizia: le pere al vino speziate. Questo dolce al cucchiaio, tipico della tradizione contadina ma reinterpretato in chiave moderna e gourmet, unisce la naturale dolcezza e la consistenza succosa della pera alla complessità aromatica di una riduzione di vino caldo. Si tratta di una ricetta incredibilmente scenografica ma ingannevolmente semplice da preparare, capace di sprigionare un profumo avvolgente di spezie che conquisterà la vostra cucina.
Il vero punto di forza di questo dessert è lo sciroppo denso e lucido che si ottiene riducendo il liquido di cottura, perfetto per nappare la frutta prima di portarla in tavola.
Quali pere scegliere e il trucco del vino perfetto
La scelta della materia prima è fondamentale per la buona riuscita del piatto. Non tutte le pere si prestano a questo tipo di cottura prolungata. Vi consiglio di orientarvi su varietà a polpa soda e compatta che tengono bene la cottura senza sfaldarsi, come le Decana, le Williams o le Angelys. Scegliete frutti maturi ma ancora ben sodi al tatto, lasciando intatto il picciolo per un'elegante presentazione finale nel piatto.
Per quanto riguarda la parte alcolica, avete due ottime strade a disposizione a seconda di ciò che avete in dispensa:
  • Vino rosso fermo: Se utilizzate un classico vino rosso (come un corposo Barbera o un Chianti), ricordatevi di aggiungere circa 150g di zucchero fin dall'inizio della cottura per bilanciare l'acidità e i tannini del vino.
  • Vino liquoroso: Se invece preferite una nota più morbida e avvolgente, potete optare per un vino liquoroso (come il Porto o il Marsala). In questo caso, la dolcezza di partenza è maggiore, quindi basterà aggiungere soltanto 70g di zucchero alla fine, direttamente durante la fase di riduzione del liquido.

Ingredienti (per 2-3 persone)
  • 2-3 Pere grandi (tipo Decana, Williams o Angelys)
  • 250 ml di vino rosso corposo o vino liquoroso
  • 70g di zucchero semolato (da aumentare a 150g se usate vino rosso comune)
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere (o 1 stecca)
  • 1 cucchiaino di curcuma in polvere
  • 1 estratto di vaniglia (o 1 baccello)
Preparazione passo dopo passo
  1. Prepara la frutta: Sbucciate delicatamente le pere mantenendo la loro forma intera e lasciando attaccato il picciolo superiore. Se preferite, potete pareggiare leggermente la base con il coltello per fare in modo che rimangano in piedi nel piatto da portata.
  2. Inizia la cottura: Adagiate le pere in una pentola dai bordi alti e stretti, in modo che i frutti rimangano ben raccolti. Versate il vino scelto, lo zucchero, la cannella e il cucchiaino di curcuma. Quest'ultima è facoltativa, ma è un trucco formidabile per dare un colore dorato, caldo e brillante alla polpa della pera.
  3. Cuoci e bagna: Accendete il fuoco a fiamma dolce e cuocete per circa 25 minuti. Di tanto in tanto, aiutandovi con un cucchiaio, raccogliete il vino dal fondo e bagnate la superficie delle pere per garantire una colorazione e una cottura perfettamente uniformi.
  4. Crea la riduzione: Una volta che le pere risulteranno tenere se infilzate con uno stecchino, toglietele delicatamente dalla pentola e mettetele da parte su un piatto. Continuate la cottura del vino rimasto nella pentola insieme ai vari aromi, aggiungendo in questa fase la vaniglia. Lasciate sobbollire a fuoco vivo per circa 10 minuti, fino a quando il liquido non si sarà ridotto, trasformandosi in uno sciroppo denso e lucido.
  5. Impiatta: Riposizionate le pere sui piatti da dessert, versateci sopra la riduzione di vino tiepida a filo, fate raffreddare completamente e servite.

  
 










giovedì 5 gennaio 2017

Zuppa di Funghi Chiodini: La Ricetta Autunnale Cremosa e Saporita

Nelle fredde e ventose giornate invernali, quando il cielo si rasserena ma l'aria si fa pungente, non c'è niente di meglio che rifugiarsi in cucina per preparare un piatto caldo, avvolgente e corroborante. La zuppa di funghi chiodini è la risposta perfetta per chi cerca un primo piatto di stagione ricco di carattere, capace di portare in tavola i profumi del sottobosco.
La particolarità di questa versione risiede nel connubio perfetto tra la tradizione rurale e una delicata nota fusion, grazie all'aggiunta di alcune spezie tipiche della cucina asiatica. Se preferite i sapori classici e nostrani, potete tranquillamente omettere la nota orientale; tuttavia, vi consigliamo di sperimentare questa combinazione per regalare al piatto una complessità aromatica davvero sorprendente. Scopriamo insieme come trattare i chiodini in totale sicurezza e come realizzare questa vellutata ricca di contrasti.

Zuppa di Funghi Chiodini: La Ricetta Autunnale Cremosa e Saporita
La Sicurezza a Tavola: Come Cuocere Correttamente i Funghi Chiodini
Prima di metterci ai fornelli, è fondamentale soffermarsi su un aspetto cruciale che riguarda la preparazione dei funghi chiodini. Questa varietà di fungo, sebbene sia deliziosa ed eccellente in cucina, richiede una pre-cottura obbligatoria e tassativa. I chiodini contengono infatti le emolisine termolabiti, sostanze tossiche per l'organismo che si neutralizzano completamente solo se sottoposte ad alte temperature (tra i 65°C e i 70°C).
Per questa ragione, l'acqua della prima bollitura va sempre gettata e mai riutilizzata per brodi o altre preparazioni. Una corretta sbollentatura di almeno 15 minuti vi garantirà un piatto sicuro, leggero e digeribile, senza alcun rischio per la salute.
Ingredienti per 4 Persone
Per questa zuppa vegetariana vi occorreranno i seguenti ingredienti:
  • 500g di funghi chiodini (freschi o confezionati, già puliti)
  • 2 patate medie
  • 1 carota
  • 1 scalogno
  • 2 spicchi d'aglio
  • Mezzo litro di brodo vegetale ben caldo
  • Olio extravergine d'oliva q.b.
Le Spezie per il Tocco Fusion (Opzionali):
  • 1 cucchiaino di miso
  • 1 cucchiaino di curcuma in polvere
  • Mezzo cucchiaino di curry
Preparazione della Zuppa di Funghi Chiodini
1. Pulizia e Sbollentatura Tassativa
Iniziate pulendo accuratamente i funghi chiodini: private i gambi della base terrosa e sciacquateli velocemente sotto un getto di acqua corrente fresca. Portate a ebollizione una pentola colma d'acqua e tuffatevi i chiodini, lasciandoli cuocere per ben 15 minuti. Scolateli, passateli subito sotto l'acqua fredda per bloccare la cottura e teneteli da parte, ricordandovi di buttare l'acqua di bollitura.
2. Preparazione della Base e delle Patate
A parte, lavate le patate e lessatele intere con la buccia in acqua bollente fino a quando non risulteranno tenere se bucate con una forchetta. Nel frattempo, dedicatevi al trito aromatico: riducete a piccoli pezzetti la carota, lo scalogno e i due spicchi d'aglio. In una pentola capiente, scaldate un filo d'olio extravergine d'oliva e fate soffriggere dolcemente le verdure tritate fino a farle appassire.
3. Un Segreto di Famiglia tra Storia e Leggenda
Curiosità: Nelle vecchie cucine milanesi esistevano curiose usanze popolari. Mia nonna, classe 1909 e storica cittadina milanese insignita del prestigioso Ambrogino d'Oro, usava sempre cucinare i funghi inserendo un cucchiaio d'argento nella pentola. Secondo la credenza dell'epoca, se l'argento fosse diventato scuro, avrebbe segnalato che i funghi non erano buoni! Un aneddoto affascinante che racconta la saggezza e le tradizioni domestiche di una volta.
4. Cottura Lenta e Frullatura
Versate il brodo vegetale caldo nel soffritto di verdure e, se avete deciso di sperimentare la nota orientale, scioglietevi dentro il miso, il curry e la curcuma. Unite le patate precedentemente lessate, sbucciate e schiacciate, insieme ai funghi chiodini sbollentati. Coprite e lasciate cuocere a fuoco lento per almeno 50 minuti.
Prima di servire, prendete un frullatore a immersione e passate la zuppa fino a ottenere una consistenza cremosa. Il trucco del food blogger: abbiate cura di tenere da parte qualche fungo chiodino intero prima di frullare, utilizzandolo alla fine come decorazione per dare un piacevole "mordente" al piatto.
 
 
   
 
  
 
L'immagine sottostante è una piccola usanza di mia nonna ( classe 1909
e passata a miglior vita, con tanto di Ambrogino d'Oro , a 102 anni!)
Ai suoi tempi cucinava i funghi con dentro un cucchiaio, se diventava scuro significava che i funghi non erano buoni!

  
  


mercoledì 4 gennaio 2017

Pandolce Fatto in Casa Senza Uova: La Ricetta Facile con Uvetta e Fichi Secchi

Ci sono dolci che sanno di casa, di festa e di tradizione. Il pandolce è sicuramente uno di questi. Questa ricetta nasce dall'ispirazione per il classico pandolce genovese, ma con una reinterpretazione casalinga pensata per chi non ha tutti gli ingredienti tradizionali a disposizione, come i pinoli. Il risultato? Una tortina rustica, profumatissima e incredibilmente golosa, perfetta per aprire il nuovo anno o per festeggiare un'occasione speciale, come un compleanno in famiglia!
La particolarità di questo impasto risiede nella totale assenza di uova, sostituite da una parte aromatica liquida eccezionale. Questo lo rende un dolce compatto fuori, ma morbido e piacevolmente umido al suo interno grazie alla frutta secca.
Per dare carattere a questo pandolce fatto in casa, l'impasto viene arricchito con una dose alcolica di Zibibbo e della crema di mandorla. Lo Zibibbo dona una nota fruttata intensa che si sposa benissimo con l'uvetta, mentre la crema di mandorle regala una morbidezza unica.
Se preferisci una versione totalmente analcolica o più leggera, puoi omettere questi ingredienti e utilizzare semplicemente della comune acqua: il dolce riuscirà perfettamente, mantenendo intatta la sua bontà genuina!
Pandolce Fatto in Casa Senza Uova

La Ricetta del Pandolce Rustico con Frutta Secca 
  • Tempo di preparazione: 15 minuti
  • Tempo di cottura: 40 minuti
  • Difficoltà: Facile
  • Conservazione: 5-6 giorni
Ingredienti 
  • Farina 00: 300g
  • Burro: 80g
  • Zucchero: 60g
  • Uvetta sultanina: 70g
  • Fichi secchi: 5 (tagliati a pezzetti)
  • Mandorle intere: q.b. (per la decorazione superficiale)
  • Lievito per dolci: mezza bustina
  • Liquore (Zibibbo): 1 tazzina (in alternativa, mezzo bicchiere d'acqua)
Preparazione Passo dopo Passo 
  1. Ammolla la frutta secca. Sciacqua l'uvetta con acqua fredda. Taglia i fichi secchi a piccoli pezzetti. Metti entrambi in una ciotolina ad ammorbidire insieme al liquore (o all'acqua) per circa 15 minuti.
  2. Prepara la base sabbiosa. In una ciotola capiente setaccia la farina 00. Aggiungi lo zucchero e il burro a pezzetti (leggermente ammorbidito a temperatura ambiente). Lavora l'impasto velocemente con le dita fino a ottenere un composto sabbioso.
  3. Unisci i profumi. Strizza bene l'uvetta e i fichi. Aggiungili alla ciotola. Versa gradualmente il liquido dell'ammollo (o l'acqua pulita) per idratare la farina e ammorbidire la struttura dell'impasto.
  4. Aggiungi il lievito e inforna. Unisci come ultimo ingrediente la mezza bustina di lievito per dolci. Trasferisci il composto in una tortiera precedentemente imburrata. Livella la superficie e decora premendo leggermente le mandorle intere sulla cima.
  5. Cottura strategica. Cuoci in forno preriscaldato a 170° per circa 40 minuti. Il trucco dello chef: Copri la superficie della tortiera con un foglio di carta forno durante la cottura per evitare che la parte superiore scurisca troppo in fretta. Sforna e lascia raffreddare completamente.
Conservazione e Varianti 
Questo pandolce casalingo ha una durata eccezionale. Si conserva perfettamente per diversi giorni mantenendo intatta la sua consistenza: basta riporlo all'interno di una scatola di latta ermetica o avvolgerlo con cura nella carta argentata.
Se vuoi personalizzarlo ulteriormente, puoi aggiungere un pizzico di scorza d'arancia grattugiata o gocce di cioccolato fondente per una versione ancora più golosa e adatta ai bambini.
Conclusioni 
Non serve essere in Liguria per godersi il profumo inconfondibile di un pandolce appena sfornato. Questa versione veloce, senza uova e ricca di fichi e uvetta, conquisterà i tuoi ospiti fin dal primo assaggio. Una fetta di questo dolce accompagnata da un buon tè caldo o da un vino passito è il modo migliore per coccolarsi.
Ti è piaciuta questa variante rustica? Lascia un commento qui sotto e raccontami come hai deciso di personalizzare il tuo pandolce!
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