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venerdì 15 dicembre 2017

Pandoro con fiordifrutta ai fichi

Il pandoro con Fiordifrutta ai fichi fatto in casa è una vera e propria opera d'arte della pasticceria lievitata. A differenza delle classiche farciture successive, questa ricetta prevede l'inserimento della confettura di fichi direttamente nel burro durante la fase delle pieghe di sfogliatura.
Il risultato? Un grande lievitato natalizio incredibilmente soffice, dove la dolcezza della Fiordifrutta si fonde all'interno dell'impasto, creando venature profumate e un'umidità interna sorprendente che si sprigiona ad ogni morso. Vi metterò solo i passaggi dell'aggiunta del burro e la confettura, il resto della ricetta del pandoro la trovate qui

Pandoro farcito con Fiordifrutta ai fichi Rigoni di Asiago.

mercoledì 16 dicembre 2015

Charlotte di mele e pandoro: il mio dessert fine pasto nato dall'arte del riciclo festivo

Charlotte di mele e pandoro: il mio dessert fine pasto nato dall'arte del riciclo festivo
Presa in pieno dall'atmosfera natalizia e dalla voglia irrefrenabile di impastare, in una sola settimana mi sono messa all'opera e ho sfornato ben due grandi pandori fatti in casa. Poiché siamo solo due anime a vivere in casa, mi ritrovo spessissimo nella condizione di dover regalare qua e là i miei manicaretti ad amici, colleghi e parenti, sia per la gioia di condividere che per evitare che i dolci si rovinino accumulandosi in cucina. Un primo pandoro siamo riusciti a farlo fuori a colazione senza troppi problemi, ma i tre quarti del secondo lievitato erano rimasti lì sulla tavola, oramai un po' trascurati.
Come ben sa chiunque si cimenti con la preparazione dei dolci delle feste, i pandori fatti in casa sono deperibili entro breve tempo. Non contenendo conservanti industriali ed essendo realizzati con il classico lievito di birra, tendono a perdere la loro naturale umidità e a seccarsi nel giro di al massimo tre giorni dalla sfornata. Visto che gettare via il cibo non è mai un'opzione accettabile nella mia cucina, ho pensato a un modo goloso per reinventarlo. Nasce così la mia Charlotte di mele con base di pandoro, un'idea fantastica e di recupero che fa subito una bellissima figura come dolce elegante e raffinato da servire a fine pasto.
Charlotte di mele e pandoro
Gli ingredienti della mia dispensa
Per preparare questa golosa Charlotte di recupero vi basterà dare un'occhiata in dispensa e nel cesto della frutta. Ecco l'elenco esatto di ciò che ho utilizzato:
  • 4 fette di pandoro (scegliete quelle centrali, più grandi e regolari)
  • 6 mele (le Renette o le Golden sono perfette perché tengono bene la cottura)
  • 100g di zucchero semolato
  • 100g di burro chiarificato
  • Cannella in polvere a piacere (opzionale, ma dona un profumo incredibile)
  • Zenzero in polvere o fresco a piacere (opzionale, per una nota leggermente piccante)
  • Il succo di 2 limoni freschi
  • Il succo di 1 arancia succosa
La preparazione spiegata passo dopo passo
1. Cucinare le mele aromatiche e gestire i liquidi
Per prima cosa, prendete le sei mele, sbucciatele con cura, eliminate il torsolo e tagliatele a cubetti che siano il più possibile regolari e uniformi. Trasferite i pezzetti di frutta in una padella abbastanza capiente e unite lo zucchero, la cannella in polvere, lo zenzero (in polvere oppure grattugiato al momento se preferite un aroma più fresco e pungente), il succo dei due limoni e quello dell'arancia. Aggiungete anche il burro chiarificato, che aiuterà a creare una texture vellutata senza bruciare.
Accendete il fuoco e fate cuocere a fiamma lenta per circa cinque minuti, mescolando delicatamente. Durante questo passaggio noterete che le mele produrranno molto liquido aromatico mescolandosi ai succhi degli agrumi. Questo è un momento cruciale: spegnete il fuoco, prelevate solo i cubetti di mela aiutandovi con una schiumarola e trasferiteli in un piatto, avendo cura di conservare tutto il prezioso succo di cottura rimasto sul fondo della padella. Ci servirà per la fase successiva.
2. Rivestire la tortiera e comporre gli strati
Prendete le vostre fette di pandoro avanzato e, se necessario, rifilatele leggermente per renderle regolari. Utilizzatele per rivestire accuratamente il fondo e i bordi di una tortiera o di uno stampo a cerniera da circa 20-22 centimetri di diametro. Vi consiglio di pressare leggermente le fette con i polpastrelli in modo da sigillare i buchi e ottenere un guscio compatto e solido.
Ora, prendete un cucchiaio o un pennello da cucina e bagnate la base di pandoro con una parte del liquido di cottura delle mele che avete messo da parte. Non esagerate per non inzupparlo troppo, ma assicuratevi che sia ben umido. Versate all'interno del guscio tutte le mele cotte e livellatele bene con il dorso del cucchiaio. A questo punto, ricoprite la superficie con le altre fette di pandoro rimaste per chiudere il dolce a mo' di scrigno e, allo stesso modo, bagnate anche questo strato superiore con il succo di frutta avanzato.
3. La cottura protetta in forno e il riposo obbligatorio
Prima di infornare, coprite accuratamente la superficie della vostra Charlotte con un foglio di carta argentata (alluminio). Questo passaggio è fondamentale: serve a proteggere il pandoro della parte superiore, evitando che si bruci o si secchi eccessivamente a causa del calore diretto del forno. Infornate in forno statico preriscaldato a 180° per circa 30 minuti.
Una volta sfornata, la cucina sarà invasa da un profumo natalizio paradisiaco, ma dovrete resistere alla tentazione di assaggiarla subito. È un passaggio obbligatorio far raffreddare benissimo il dolce all'interno dello stampo prima di provare a toglierlo dalla tortiera, altrimenti la struttura, ancora calda e instabile, rischierà di sfaldarsi rovinosamente. Una volta fredda, sformatela su un piatto da portata, se volete decorate con un po' di panna montata o una spolverata di zucchero a velo, e servitela ai vostri ospiti.

martedì 10 gennaio 2012

Tiramisù pandoresco

Tiramisù pandoresco: la ricetta di riciclo golosa con tre varianti di bagna
Passate le festività natalizie, è molto comune ritrovarsi in dispensa qualche fetta di pandoro avanzata. Invece di consumarlo a colazione nel modo classico, potete trasformarlo in un dessert elegante, cremoso e di grande effetto: il tiramisù pandoresco. Questo dolce al cucchiaio unisce la ricchezza burrosa del pandoro alla delicatezza della crema al mascarpone, dando vita a un fine pasto perfetto per stupire gli ospiti.
Il vero punto di forza di questa ricetta è la sua incredibile versatilità. A seconda dei vostri gusti o degli invitati, potete personalizzare il dolce modificando l'inzuppo della base. Di seguito scopriamo come bilanciare i sapori e come preparare una crema vellutata e stabile.
Tiramisù pandoresco

Il segreto della bagna: 3 varianti per tutti i gusti
Il pandoro, già ricco e vanigliato, può essere esaltato o contrastato scegliendo tra tre diverse varianti di bagna:
  1. Lamponi: Un succo ai frutti di bosco dona una nota acidula che contrasta la dolcezza del burro.
  2. Caffè: La classica opzione con moka intensa, preferibilmente non zuccherata.
  3. Limoncello: Allungato con acqua e sciroppo, offre una nota agrumata e digestiva per adulti.
Ingredienti (Dosi per una pirofila media)
  • 350g di Pandoro (a fette di circa 1,5 cm)
  • 500g di Mascarpone fresco
  • 4 Uova medie freschissime
  • 120g di Zucchero semolato
  • Q.b. Cacao, scaglie di cioccolato o lamponi freschi
Preparazione passo dopo passo
1. La crema vellutata
Montate i tuorli con lo zucchero fino a renderli spumosi, poi incorporate il mascarpone. Unite infine gli albumi montati a neve, mescolando dal basso verso l'alto per non smontarli.
2. Composizione
In una pirofila, fate un primo strato di pandoro passato rapidamente nella bagna scelta. Coprite con metà crema, aggiungete un secondo strato di pandoro e terminate con la crema restante.
3. Riposo e finitura
Fate riposare in frigo per almeno 3-4 ore, o fino al giorno seguente. Decorate a piacere con cacao (per il caffè) o lamponi freschi e menta (per la versione fruttata).
Consigli utili e alternativa
Questa ricetta è ideale anche per riciclare il panettone, perfetto se si desidera un sapore diverso dal classico pandoro.

venerdì 23 dicembre 2011

Il mio Nadalin fatto in casa: trucchi e passaggi per il dolce di Verona che preferisco al pandoro

Se c'è un lievitato che amo preparare a casa durante le festività di dicembre, questo è sicuramente il Nadalin. Molti conoscono solo il classico pandoro, ma vi assicuro che questo dolce tipico di Verona ha una marcia in più per chi ama mettere le mani in pasta senza impazzire dietro a sfogliature lunghissime. Rispetto al pandoro, la mia ricetta richiede molto meno burro e una lavorazione decisamente più snella e intuitiva, alla portata di tutti. È il dolce perfetto se volete fare una bellissima figura con i vostri amici e parenti a Natale, portando in tavola qualcosa di caldo, profumato e preparato interamente da voi.
Nel corso degli anni ho perfezionato la preparazione per renderla casalinga ma dal risultato assicurato. Vi guiderò passo dopo passo, partendo dalle basi fino alla caratteristica e golosa copertura di frutta secca.
Nadalin
Gli ingredienti della mia dispensa
Per comodità vi divido gli ingredienti nelle due fasi reali della preparazione: la base iniziale (il lievitino) e l'impasto vero e proprio che andremo a lavorare sulla spianatoia.
Per il lievitino iniziale:
  • 50g di farina 00
  • 20g di lievito di birra
  • 40g di acqua
Per l'impasto principale:
  • 400g di farina 00
  • 60g di burro (lasciatelo fuori dal frigo un po' prima per farlo ammorbidire)
  • 70g di zucchero
  • 1 uovo intero + 1 tuorlo
  • 1 cucchiaino di miele
  • 1 pizzico di sale
  • Mezzo bicchiere di latte (tiepido, mi raccomando, non bollente)
  • 1 stecca di vaniglia (usiamo solo i semini interni)
Per la glassa e la decorazione:
  • 1 albume
  • 1 cucchiaio di zucchero a velo
  • Mandorle, pinoli o nocciole a vostro gusto

La preparazione spiegata passo dopo passo
1. La partenza con il lievitino
Il segreto per dare forza a questo dolce senza appesantirlo è partire da un piccolo lievitino. In una terrina mescolate i 50 grammi di farina con i 20 grammi di lievito di birra e i 40 grammi di acqua tiepida. Create una pallina liscia, copritela e lasciatela riposare per circa 30 minuti. Questo passaggio servirà a dare una spinta incredibile alla successiva lievitazione.
2. L'impasto principale sulla spianatoia
Una volta passata la mezz'ora, prendete il vostro lievitino e adagiatelo nella ciotola capiente (o nella planetaria) insieme a tutti gli altri ingredienti che abbiamo pesato per l'impasto. Aggiungete quindi la farina rimasta, il burro morbido, lo zucchero, l'uovo, il tuorlo, il miele, il sale, il latte intiepidito e i semini della stecca di vaniglia. Lavorate il tutto con energia fino a quando non otterrete un panetto bello liscio, morbido e che non si attacca più alle dita. Mettetelo a riposare al calduccio e lontano da correnti d'aria: deve raddoppiare di volume, quindi ci vorrà almeno un'ora e mezza.
3. Come dare la forma a stella
Qui avete due strade. Se riuscite a trovare in negozio uno stampo specifico a forma di stella, usatelo pure imburrandolo bene. Altrimenti, fate come me: stendete l'impasto sulla teglia coperta di carta forno e sagomate a mano le punte della stella partendo dal centro. Una volta data la forma, lasciatelo lievitare ancora un po' finché non vedrete che si gonfia per bene raggiungendo i bordi dello stampo o della vostra sagoma.
4. La glassatura e la cottura in forno
Prima di infornare, sbattete leggermente l'albume con il cucchiaio di zucchero a velo usando una forchetta. Spennellate delicatamente tutta la superficie della vostra stella e poi divertitevi a guarnire con la frutta secca, distribuendo generosamente le mandorle, i pinoli e le nocchie. Infornate a 180° in forno statico già caldo per circa 40 minuti. Quando la superficie sarà bella dorata e la frutta secca tostata, sfornate e lasciate raffreddare prima di tagliare a fette.

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