Ci sono giorni in cui la cucina deve essere una catarsi. Dopo una settimana intensa in cui ho cucinato piatti elaborati, pasticciato con i lievitati e testato ricette ricche per il blog, il mio corpo lancia un segnale d'allarme chiarissimo. Avete presente quel bisogno quasi fisico di "pulito", di freschezza assoluta e di sapori che non abbiano subito lo stress dei fornelli? Ecco, oggi per pranzo mi sono trovata esattamente in questa condizione. Volevo qualcosa che resettasse il palato e che facesse bene all'organismo, ma senza cadere nella tristezza di un'insalatina scondita o di un piatto punitivo.
Girovagando per la mia cucina ho radunato pochi ingredienti apparentemente sconnessi. L'ispirazione iniziale è nata dalla classica combinazione siciliana di finocchi e arance, un abbinamento che amo alla follia per il contrasto tra la croccantezza acquosa della verdura e l'acidità succosa dell'agrume. Ma poiché non riesco mai a lasciare una ricetta così com'è, ho aperto lo stipetto della dispensa dove tengo la frutta secca e le spezie per cercare un guizzo di originalità. Lo zenzero fresco e un pacchetto di datteri avanzati dalle feste stavano aspettando solo me.
Il trucco dello zenzero per dimenticare il sale
Vi svelo un segreto che ho scoperto sperimentando a pranzo: quando si vuole fare una giornata disintossicante, il nemico numero uno da eliminare è il sale, che favorisce la ritenzione idrica. Spesso, però, togliendo il sale il cibo sembra insipido. L'inserimento dello zenzero grattugiato fresco risolve questo problema in modo magico.
La sua nota piccante, quasi elettrica e pungente, inganna le papille gustative, dando una sferzata di carattere al piatto che rende il sale totalmente superfluo. Abbinato poi alla dolcezza morbida e pastosa dei datteri tagliati a striscioline, si crea un cortocircuito di sapori pazzesco: acido, dolce, piccante e fresco si fondono in un solo boccone.
Gli ingredienti del mio pranzo
- 2 finocchi freschissimi (scegliete quelli tondi e cicciotti, che sono meno fibrosi e perfetti da mangiare crudi)
- 1 arancia succosa (va bene qualunque varietà, ma se trovate le tarocco la nota cromatica rossa è splendida)
- Un pezzetto di radice di zenzero fresco
- 4 datteri morbidi e carnosi
- Un filo generoso di olio extra vergine di oliva (l'unico vero condimento ammesso oggi!)
La mia preparazione sul tagliere
Il bello di questo piatto è che non sporcherete pentole, ma solo il vostro tagliere di legno preferito e una bella ciotola capiente.
Prima di tutto mi occupo dei finocchi. Elimino i ciuffetti verdi superiori (che però non butto, li tengo da parte per decorare il piatto alla fine) e tolgo il primissimo strato esterno se risulta troppo duro o rigato. Con un coltello molto affilato, o se preferite con una mandolina, riduco il finocchio a fette sottilissime. Più sono sottili, più assorbiranno i succhi dell'arancia.
Passo poi all'arancia: a me piace pelarla al vivo, rimuovendo con il coltello anche la pellicina bianca che a volte risulta amarognola. Taglio la polpa a piccoli cubetti, raccogliendo anche tutto il succo che fuoriesce durante il taglio sul tagliere (un vero peccato sprecarlo, versatelo nella ciotola!).
Taglio a metà i datteri, elimino il nocciolo e li riduco a striscioline sottili. Unisco tutto nell'insalatiera. Ora arriva il momento chiave: prendo la radice di zenzero e la grattugio direttamente sopra gli ingredienti. Non esagerate all'inizio, andate a sentimento e assaggiate. Infine, verso un filo d'olio a crudo, mescolo bene portando i datteri dal fondo verso l'alto e porto in tavola.
